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Palazzo Piccinno

Laurenji Bloom a Palazzo Piccinno: arte locale a Parabita

  • Immagine del redattore: Richard & Marco
    Richard & Marco
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Una collaborazione nata dall’istinto, dall’intimità e da una visione onirica della Puglia


Art installation from Laurenji Bloom at Palazzo Piccinno

Alcune collaborazioni non nascono da un piano. Nascono da una sensazione.


La nostra con Laurenji Bloom è iniziata in modo molto semplice, davanti a una birra in un caffè qui a Parabita, poco dopo il nostro arrivo in paese. Laurenji — illustratrice di Parabita, profondamente legata al Salento e alla più ampia geografia pugliese — aveva già costruito un linguaggio visivo inconfondibilmente suo: femminile, intuitivo, sospeso da qualche parte tra la veglia e il sogno.


Con il tempo, quel primo incontro si è trasformato in un’amicizia, poi in una serie di piccole collaborazioni, e infine in qualcosa di più compiuto.


Per questa stagione a Palazzo Piccinno, a Laurenji è stata data la libertà di plasmare una delle nostre stanze attraverso la sua personale visione di Puglia Surrealista — la lente creativa che guida quest’anno al Palazzo. È sembrato il passo più naturale: non semplicemente invitare un’artista a lasciare un contributo nella casa, ma affidarsi a qualcuno che ammiriamo perché potesse entrare in dialogo con essa in modo più profondo.

Il risultato assomiglia meno a un intervento su una stanza e più a un mondo a sé — intimo, atmosferico e silenziosamente surreale.


Art installation from Laurenji Bloom at Palazzo Piccinno

Un’artista locale dentro la vita del Palazzo — Laurenji Bloom a Palazzo Piccinno


Ciò che amiamo di più del lavoro di Laurenji non è soltanto la sua identità visiva, ma la sua trama emotiva. Le sue immagini hanno qualcosa di istintivo e interiore, sono piene di delicatezza, nostalgia, ironia e di una quieta forza femminile. Tendono verso il sogno, senza però perdere mai il loro legame con il luogo.


Per noi, questo conta molto.


A Palazzo Piccinno, lavorare con artisti locali in Puglia non è un gesto decorativo né un esercizio di branding. Fa parte del nostro modo di immaginare l’ospitalità. Ci interessano sempre le persone che danno forma alla vita culturale ed emotiva di questo angolo di Salento, e ci piace trovare modi perché il loro lavoro possa abitare la casa in modo naturale.

La presenza di Laurenji al Palazzo va oltre la stanza stessa. Ha disegnato anche parte della nostra mise en place e alcune ceramiche, permettendo al suo linguaggio visivo di uscire dalla sola dimensione pittorica e di entrare nei gesti della vita quotidiana. Ci affascinava l’idea che il suo lavoro potesse attraversare forme diverse — non solo arte da osservare, ma arte da vivere, da toccare, da incontrare lentamente durante il soggiorno.


In questo senso, la sua collaborazione riflette qualcosa a cui teniamo profondamente: dare spazio ad artisti e artigiani locali in Puglia in modi che risultino autentici, utili e vivi.


Art installation from Laurenji Bloom at Palazzo Piccinno

Una stanza plasmata da Puglia Surrealista


Quest’anno a Palazzo Piccinno ci muoviamo attraverso il tema di Puglia Surrealista — una Puglia che appare familiare, ma leggermente intensificata. Un luogo in cui i rituali quotidiani, i simboli locali e la bellezza ordinaria slittano appena quel tanto che basta per diventare poetici.


Il lavoro di Laurenji ci è sembrato naturalmente in sintonia con questa idea.


La sua stanza al Palazzo non è semplicemente decorata con opere d’arte. È plasmata da una sensibilità: espressiva, intima, onirica e carica di emozione. Attraverso il suo intervento, la stanza diventa uno spazio in cui istinto, memoria, femminilità e un surreale silenzioso si incontrano.


Per gli ospiti, questo rende la collaborazione qualcosa di più che visivo. Diventa un’esperienza. Soggiornare in questa stanza significa abitare l’interpretazione che un’artista locale dà della Puglia — non in modo grandioso o teatrale, ma in maniera sottile, intrecciata all’atmosfera, alla forma e alla sensazione.


E questo, per noi, è uno dei modi più significativi in cui l’arte può entrare nell’ospitalità.


Art installation from Laurenji Bloom at Palazzo Piccinno

Art installation from Laurenji Bloom at Palazzo Piccinno

Perché questa collaborazione è importante per noi


Per noi, questo è anche ciò che significa lavorare con artigiani e artisti locali in Puglia. Non come una dichiarazione d’intenti, e mai come semplice decorazione, ma come un vero scambio con le persone che danno a questo luogo la sua materia e la sua anima.


Laurenji fa parte di tutto questo.


Il suo legame con Parabita, la sua sensibilità e il modo in cui riesce a tradurre le emozioni in forma fanno sì che la sua presenza qui ci sembri profondamente giusta. È un’amica, una collaboratrice, ed è una di quelle artiste locali il cui lavoro ci ricorda che la bellezza può ancora essere silenziosa, istintiva e vicina a casa.


Per gli ospiti che soggiornano a Palazzo Piccinno, collaborazioni come questa fanno parte di ciò che rende l’esperienza diversa. Offrono un altro modo di entrare in contatto con la cultura locale — non soltanto attraverso una lista di consigli, ma attraverso gli spazi, gli oggetti e i gesti stessi che danno forma alla vita quotidiana dentro la casa.


In questo senso, il lavoro di Laurenji Bloom racconta qualcosa di essenziale di ciò che Palazzo Piccinno desidera essere: un luogo in cui ospitalità e creatività locale si incontrano in modo naturale.


Art installation from Laurenji Bloom at Palazzo Piccinno

In conversazione con Laurenji Bloom


Per comprendere più a fondo il suo progetto, ci siamo seduti con Laurenji e abbiamo parlato di istinto, luogo, memoria e di quel mondo interiore che dà forma al suo modo di creare.


Per chi incontra il tuo lavoro per la prima volta attraverso Palazzo Piccinno, come descriveresti il tuo universo artistico?


Il mio universo artistico è un luogo onirico sospeso tra le nuvole. In questo luogo, dove vivono le mie immagini, predominano i toni pastello, ma anche il nero e il fucsia. È un luogo tondeggiante, dove i fiori sbocciano sempre e il surreale si mescola con l’effimero, proprio come le nuvole e gli uccelli che non attraversano mai gli stessi cieli. Qui, le donne sono sempre protagoniste.


Il tuo lavoro sembra sospeso da qualche parte tra il sogno e la memoria. Di solito, cosa arriva per primo per te: un’immagine, una sensazione, una storia o un simbolo?


Tutto nasce sempre da un’emozione, dall’umore del momento. Lascio che siano i miei sentimenti a scegliere per me cosa disegnare e quali colori usare. Di solito prevale la nostalgia, anche se non so bene di cosa. Tutto sembra sempre sospeso in un altro tempo e in un altro spazio, ovattato, sfocato, come in un sogno — impercettibile, fugace. A volte, in tutto questo, si inserisce anche l’ironia.


C’è qualcosa di profondamente femminile, istintivo e leggermente surreale nel modo in cui componi il tuo lavoro. Ti senti attratta dal subconscio quando crei?


Ciò che non dico con le parole, lo esprimo attraverso l’arte. Quasi mai riesco a spiegare il significato di un’opera. A volte nasce da una necessità, perché un frammento confuso di immagine mi è apparso in sogno. Altre volte, qualcosa che ho visto nella realtà mi suggerisce cosa creare. Ma all’inizio è sempre tutto poco chiaro, quindi ci penso, cerco di mettere insieme i pezzi, finché non visualizzo nitidamente l’immagine nella mia mente. Allora è il momento di crearla. Spesso questa epifania arriva appena mi sveglio. Dopo aver terminato un’opera, mi sento liberata, come se fossi finalmente riuscita a sciogliere un filo aggrovigliato.


C’era un’emozione, un’idea o una tensione particolare che volevi che questa stanza custodisse in questo lavoro specifico?


Il caos — bello, creativo, commovente e travolgente. Il fiore, bello per eccellenza, ma naturalmente radicato alla terra, qui sembra quasi volare, leggero e sinuoso, facendosi strada attraverso la bruttezza che ci circonda e portando con sé uno stupore delicato e una bellezza spontanea. Petalo dopo petalo, stelo dopo stelo, foglia dopo foglia, tutto diventa una giostra di bellezza travolgente. E gli uccelli seguono questo movimento leggero.


Quest’anno Palazzo Piccinno si muove attraverso la lente di Puglia Surrealista — una Puglia che appare reale, ma in qualche modo intensificata. Questa idea ha risuonato con la tua pratica artistica?


La Puglia sta diventando un melting pot di culture e influenze diverse. In questo contesto, creare è ancora più stimolante. L’idea della Puglia come luogo surreale, dove tradizione e innovazione si incontrano, mi offre ispirazione ogni giorno. In questo nuovo paesaggio, persino la semplice vista del mare può diventare onirica.


Cosa cattura ultimamente la tua immaginazione?


Tutto. Tutto può diventare sempre uno stimolo. Osservo, ma raramente guardo davvero. Immagazzino tutto. Rielaboro, sogno e infine concepisco l’immagine. Osservare significa essere già a metà del percorso. Alle emozioni, ai colori e all’immaginazione spetta il resto.


Art installation from Laurenji Bloom at Palazzo Piccinno


Un modo più silenzioso di far entrare l’arte nell’ospitalità


A Palazzo Piccinno crediamo che le collaborazioni più significative siano quelle che riescono a cambiare l’atmosfera di un luogo dall’interno.


Il lavoro di Laurenji Bloom fa esattamente questo.


Attraverso una stanza, attraverso gli oggetti sulla tavola, attraverso le ceramiche che si toccano nei gesti quotidiani, il suo linguaggio visivo diventa parte della vita del Palazzo. Permette agli ospiti di incontrare l’arte locale non come qualcosa di distante o formale, ma come qualcosa con cui vivere da vicino.


Per noi, questo è uno dei modi più belli di lavorare con gli artisti in Salento: lentamente, in modo personale, e in una maniera che dia al loro lavoro una presenza reale dentro l’esperienza degli ospiti.


Ringraziamo Laurenji per aver condiviso con noi una parte del suo mondo e vi invitiamo a scoprire il suo lavoro online — e, speriamo, a incontrarla e salutarla nel suo concept store a Parabita.

 
 
 

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